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Salari al centro Consulta Confintesa, riconferma Prudenzano alla guida

(Adnkronos) - Salari, costo della vita e contratti sono stati al centro della IX Consulta federale di Confitesa, all'Auditorium dell'Ara Pacis di Roma, sul tema 'Il lavoro che genera. Persone, imprese e comunità nell'Italia che verrà'. Confederazione sindacale apartitica costituita nel 2023 con 446.055 iscritti all'attivo (dati 2025), Confitesa, con 21 federazioni nazionali di categoria e sedi territoriali in 17 regioni, ha sottoscritto oltre 30 contratti collettivi nazionali ed è presente al Cnel dal 2023. 

"Se chi lavora a tempo pieno non arriva a fine mese, quella promessa non è mantenuta. Non ci interessa cercare colpevoli. Ci interessano tre cose: contratti che valgano più dello stipendio, salari legati a quello che si produce insieme, persone più forti perché più formate", sottolinea il segretario generale Francesco Prudenzano. "L'articolo 36 - incalza - non è una dichiarazione di principio. È una promessa che ha un indirizzo preciso: la busta paga". Accanto a Prudenzano, riconfermato al vertice della confederazione dalla nuova Consulta, sono intervenuti anche Antonio Naddeo, presidente dell'Aran; Antonio Maria Rinaldi, economista e già parlamentare europeo; Nunzia Catalfo, già ministra del Lavoro. L'evento ha visto anche i saluti istituzionali del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, del senatore e componente della commissione finanze Giorgio Salvitti, del presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma; del senatore Maurizio Gasparri (FI) e della deputata Marta Schifone (FdI). "La contrattazione collettiva, per il Governo Meloni, è fondamentale, - evidenzia Savitti - lo dimostrano i 48 rinnovi contrattuali firmati in quattro anni e i 30 miliardi già stanziati per recuperare il potere d’acquisto. Noi continueremo a lavorare in questa direzione anche grazie al vostro determinante supporto".  

Il punto di partenza di Confitesa sono i numeri. Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, le retribuzioni reali dei dipendenti privati sono oggi più basse del 6,6% rispetto al 1990. Per l'Ocse i salari reali italiani restano del 6,1% sotto il livello di inizio 2021, il divario più ampio tra le grandi economie dell'area.  

 

24 ott 2026

Cultura, Giuli: "Sul settore fatto il più grande taglio di tasse del governo"

(Adnkronos) - "Il più grande e imponente taglio di tasse del governo è quello fatto sulla cultura, portare l'Iva dal 22% al 5% è importantissimo. E' impattante dal punto di vista economico ma anche simbolico, con la cultura che non è sussidiata ma sussidiaria". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervistato dal direttore di Adnkronos, Davide Desario, nel corso dei 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor a Napoli, e in corso presso la sede di Acen.  

 

Sul cinema "noi abbiamo trovato un punto di equilibrio tra l'overdose e la crisi d'astinenza. Perché l'overdose era tutto ciò che con il Covid era stato concesso, concesso a occhi chiusi. La crisi d'astinenza è ovviamente tutto ciò che un sistema dopato a un certo punto aveva bisogno di avere e non aveva più, ma soprattutto non c'erano delle regole certe. Non esisteva la possibilità di programmare e le risorse venivano gestite in un modo che penalizzava anche tante, tante figure, le più principali. C'è stata una strumentalizzazione politica, noi non abbiamo mai nascosto la nostra volontà anche di affrontarla politicamente la faccenda, dicendo: "Noi questo abbiamo ereditato e non l'abbiamo fatto noi". Non era nostra la responsabilità di questo disagio. Oggi i fondi ci sono e sono utilizzati meglio, ma soprattutto, oltre a regole certe, a commissioni nuove, abbiamo ottenuto una legge delega, anzi la auspichiamo perché c'è ancora un passaggio in Senato, in Commissione, in cui abbiamo una legge delega che quindi finiremo di scrivere noi come governo".  

E Giuli ha anche rivendicato che "siamo riusciti a ottenere un consenso unanime in questa legislatura, di maggioranza e opposizione, sull'idea che dobbiamo professionalizzare ancora di più questo percorso attraverso un'agenzia, attraverso una programmazione triennale, attraverso il potenziamento dell'indennità di discontinuità, partendo dal presupposto che il cinema non è soltanto il grande regista che può saltare due mesi in Sardegna, ma sono le maestranze che non arrivano a fine mese". 

 

Sulla Capitale italiana del libro 2027 a Monreale, dice il ministro Giuli, "come sempre c'è lo stupore per il fatto che ogni volta c'è un elemento in più, un territorio che non ti aspetti e la commissione che deve valutare tante proposte sempre più qualificate". "Il sistema funziona. Perché? Perché l'idea di stabilire le capitali dell'arte contemporanea, della cultura e del libro movimenti territori indefinibili, canalizza energie, anche dei privati - aggiunge -. In generale, la questione del libro è una cosa importante, se volete ancora più contemporanea, paradossalmente, perché il libro nelle biblioteche, nei centri culturali, non vuol dire soltanto la lettura in quanto tale, e nell'epoca, o meglio nei giorni, nella stagione della cosiddetta generazione incomoda che protesta, nell'epoca dei social di cui parlavate tanto, il libro torna protagonista, e non più soltanto come oggetto inerte dentro una biblioteca, una libreria, ma torna protagonista come centro di gravità di una comunità". 

 

"Il sistema ci chiede un intervento. Quando dico il sistema intendo dire i librai indipendenti, intendo dire l'associazione biblioteche, intendo dire l'associazione editori. Quello che noi, vogliamo fare, e lo abbiamo chiesto a tutti, è un ordine di sistemazione attraverso la legge per il libro". "Io sono un grande lettore di libri storico-religiosi, per lo più, quindi sto leggendo Boris de Rachewiltz, che è stato uno studioso delle sopravvivenze del mondo egizio nell'Africa, essendo l'Africa un importante riferimento per il nostro Piano Mattei. In questo momento sto ristudiando un libro che si chiama Eros nero e che parla delle sopravvivenze degli Egizi nelle aree dell'Africa subsahariana e del Maghreb". 

 

"Su questo siamo in grado di rassicurare la comunità a Napoli, la comunità de Sannazaro, i fondi li abbiamo già accantonati, sono nella programmazione triennale, 5 milioni. Per quanto mi riguarda il teatro Sannazaro è già come se fosse stato acquisito dallo Stato, dal ministero della Cultura, ma esistono delle procedure naturalmente a cominciare dal dissequestro del teatro, che devono impegnare dei tempi, come le verifiche in sicurezza". Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervistato dal direttore di Adnkronos, Davide Desario, nel corso dei 'City Talks', il format ideato e realizzato da Spin Factor a Napoli, e in corso presso la sede di Acen. 

"Perché non si dice compro il Sannazaro, domani è aperto e pronto, perchè non siamo dei bugiardi e non possiamo fare le promesse che non possiamo mantenere. La promessa che ho mantenuto è che è già in programmazione triennale e ci sono soldi disponibili e pronti. Non appena sarà dissequestrato e avremo le relazioni tecniche sul fatto che nessuno si farà male anche soltanto entrando per verificare, e sapete quanto sia centrale la sicurezza in questo momento, le procedure saranno già pronte", ha concluso. 

24 ott 2026

Cortei, individuato a Milano ideatore movimento 17 ottobre: è pro Pal e giornalista free lance di un quotidiano

24 ott 2026

Vaccini, Ferro (Asuit): "Per tumori-Hpv alzare barriera immunitaria nel più breve tempo possibile"

24 ott 2026

Kim Jong Un si rivede: il leader nordcoreano in visita in Cina attraversando nuovo ponte

24 ott 2026

Corteo a Milano, il 'kit del manifestante' sui social: chat criptate e consigli anti-lacrimogeni

(Adnkronos) - Consigli su come comunicare attraverso chat 'segrete' e muoversi in piazza, istruzioni per sopravvivere ai lacrimogeni, indicazioni sui propri diritti e la tutela legale e ricette per il caos. In rete il Movimento 17 ottobre, il gruppo social, nato dopo i disordini dello scorso fine settimana a Milano, fornisce un 'kit' per come muoversi senza rischi in una piazza che, anche oggi, si preannuncia ad alta tensione (Guarda la diretta).  

 

Dai manuali per il sabotaggio o per smascherare il poliziotto infiltrato, ai prodotti da usare nel caso l'aria si riempia di fumi irritanti - dalle maschere costose ai rimedi casalinghi come bandana bagnata e occhialini da nuoto - senza dimenticare le istruzioni social sulle comunicazioni (via Signal, Session o altri canali) per comunicare come e dove si spostano le forze dell'ordine.  

"Non usiamo tracce. Usiamoli per dirci come muoverci, dove serve supporto, dove allentare la forza e dove concentrarla per rimanere compatti e insieme", scrivono. "Attenzione a condividere informazioni personali. (...) Facciamo cordoni e servizi d'ordine compatti, lasciamo i più esperti davanti e seguiamo le indicazioni di chi è più esperto" alcune delle istruzioni.  

 

L'opuscolo 'Safer in the street', che circola tra i manifestanti, spiega come comportarsi se si viene fermati prima del concentramento, quali caschetti usare contro le manganellate che "fanno molto male", su come coprire i tatuaggi per non rendersi riconoscibili e l'invito a non pubblicare immagini o video per non dare immagini senza filtro a chi indaga. E ancora l'esortazione è di non lasciare da soli i manifestanti e di conoscere i propri diritti in caso di fermo o arresto: "evitare di alzare il livello di tensione, cercare di mostrarsi tranquilli".  

24 ott 2026

Lutto a Napoli, morta la giornalista Diana Negri: il cordoglio di Gino Sorbillo

24 ott 2026

Tumore prostata ad alto rischio recidiva, nuova terapia riduce del 58% rischio morte o metastasi

(Adnkronos) - I nuovi dati 'late-breaking' presentati al Congresso 2026 della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) dimostrano che "l’aggiunta di darolutamide, inibitore del recettore degli androgeni (ARi) di Bayer, alla terapia di deprivazione androgenica (Adt) standard e alla radioterapia locoregionale (Rt), migliora significativamente la sopravvivenza libera da metastasi basata sull’imaging convenzionale (Mfs-CI) nei pazienti con tumore della prostata a rischio molto elevato di recidiva rispetto a placebo". Lo sottolinea una nota di Bayer. Darolutamide ad oggi non è approvato per il trattamento di questo setting. "Al follow-up mediano di 3,8 anni, l’analisi ad interim ha dimostrato una riduzione del 58% del rischio di metastasi o di morte con darolutamide più Adt e Rt rispetto a placebo più Adt e Rt (rapporto di rischio 0,42; Ic al 95%: 0,27–0,66; p=0,0001). Il tasso di sopravvivenza libera da metastasi a 4 anni è stato del 95% per i pazienti trattati con darolutamide", prosegue la nota.  

“Darolutamide, inibitore orale del recettore degli androgeni di nuova generazione, ha già dimostrato importanti benefici nei pazienti con tumore della prostata ormonosensibile metastatico e con malattia non metastatica resistente alla castrazione – afferma Luigi Formisano, professore di Oncologia medica all’Università degli Studi di Napoli Federico II –. I pazienti con tumore della prostata in stadio iniziale, a rischio molto elevato di recidiva, sono esposti a una significativa probabilità di recidiva e diffusione metastatica. Per questo è fondamentale un intervento precoce ed efficace. Il netto miglioramento della sopravvivenza libera da metastasi osservato nell’analisi ad interim dello studio DASL-HiCaP evidenzia il potenziale dell’aggiunta di darolutamide alla terapia standard di deprivazione androgenica e radioterapia per aiutare a prevenire o ritardare la progressione della malattia nei pazienti con alto rischio di progressione nonostante abbiano ricevuto una terapia curativa primaria”. 

“Il tumore della prostata è il più frequente fra gli uomini in Italia, con oltre 40.000 nuove diagnosi ogni anno – continua il Formisano -. Gli obiettivi terapeutici nella malattia non metastatica sono ritardare la comparsa di metastasi e prolungare la sopravvivenza globale, mantenendo invariata la qualità di vita. L’elevata tollerabilità di darolutamide deriva dalla sua struttura chimica peculiare, in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali, limitando effetti collaterali che possano impattare sulla vita quotidiana”. Gli endpoint secondari "hanno inoltre mostrato tendenze positive costanti con darolutamide, con una riduzione del 53% del rischio di progressione dell’antigene prostatico specifico (Psa-Pfs; HR 0,47; IC al 95%: 0,33–0,67) e un tasso di Psa-Pfs a 4 anni del 91% rispetto all’83% con placebo. I rapporti di rischio relativi alla sopravvivenza specifica per il carcinoma prostatico (PCSS) e alla sopravvivenza globale (OS) sono stati rispettivamente di 0,58 (IC al 95%: 0,17–1,97; 99% vs 99% a 4 anni) e 0,88 (IC al 95%: 0,49–1,59; 97% vs 95% a 4 anni) con il follow-up ancora in corso".  

 

Il profilo di sicurezza di darolutamide "è risultato coerente con la sua nota tollerabilità, con eventi avversi simili a quelli osservati nel gruppo placebo. Le percentuali di pazienti che hanno manifestato eventi avversi di Grado ≥2 di particolare interesse con darolutamide rispetto a placebo sono state: fatigue/astenia (14% vs 10%), ipertensione (7% vs 9%), fratture (2% vs 3%) ed eventi cardiaci (3% vs 3%). Eventi avversi di Grado ≥3 si sono verificati nel 43% dei pazienti nel gruppo trattato con darolutamide rispetto al 36% nel gruppo trattato con placebo", evidenzia la nota.  

“Questi nuovi dati sottolineano il potenziale di darolutamide di fare una differenza significativa per i pazienti nelle prime fasi del decorso del tumore della prostata”, afferma Christine Roth, executive vice president, Global Product Strategy and Commercialization and Member of the Pharmaceuticals Leadership Team di Bayer. “Estendendo l’utilizzo di darolutamide alle fasi più precoci della malattia, miriamo a raggiungere un numero maggiore di pazienti in tutte le fasi del percorso di cura del tumore della prostata. Siamo orgogliosi di supportare Anzup, il Sydney Clinical Trials Centre, il Cctg e i partner internazionali nella ricerca lavorando insieme per migliorare le prospettive di cura degli uomini affetti dal tumore della prostata”. 

Il follow-up dei partecipanti prosegue per fornire ulteriori informazioni sugli esiti a lungo termine, compresa la sopravvivenza globale. 

 

Lo studio DASL-HiCaP (ANZUP1801). Lo studio DASL-HiCaP "è uno studio di Fase III (NCT04136353) accademico, avviato da ricercatori, randomizzato e controllato con placebo, per la valutazione di darolutamide in aggiunta alla terapia standard di deprivazione androgenica (Adt) e radioterapia locoregionale in pazienti affetti da tumore della prostata a rischio molto elevato di recidiva. Lo studio DASL-HiCaP è stato condotto in collaborazione con l’Università di Sydney e l’Anzup Collaborative Group ed è il quarto studio di Fase III di darolutamide. Dopo Aramis, Arasens e Aranote, che hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza di darolutamide nel tumore della prostata avanzato, DASL-HiCaP rappresenta il primo studio di Fase III di darolutamide nel tumore della prostata in fase iniziale - conclude la nota - 1.106 partecipanti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti, Irlanda e Regno Unito sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere darolutamide (600 mg due volte al giorno) o placebo corrispondente per 96 settimane, in associazione con un analogo dell’LHRH per 96 settimane e radioterapia alla prostata/letto prostatico e ai linfonodi pelvici. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da metastasi basata su imaging convenzionale (MFS-CI). Gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione dell’antigene prostatico specifico (PSA-PFS), la sopravvivenza specifica per il carcinoma prostatico (PCSS) e la sopravvivenza globale (OS). Il protocollo prevedeva un’analisi ad interim dopo 87 eventi MFS-CI; il follow-up è ancora in corso per valutare la sopravvivenza globale a lungo termine". 

24 ott 2026

Gratta e Vinci, truffa da 25 milioni: maxi sequestro a 5 ex dipendenti infedeli

(Adnkronos) - Maxi sequestro da oltre 25 milioni di euro è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della Procura Regionale della Corte dei conti per il Lazio, nei confronti di cinque ex dipendenti di una società concessionaria dei "Gratta e Vinci" (risultata del tutto estranea ai fatti). Il blocco dei beni è stato disposto per garantire il risarcimento del danno erariale causato all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 

 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i cinque ex dipendenti avrebbero sfruttato le proprie credenziali d’accesso ai sistemi informatici per manipolare i server della società. In questo modo sono riusciti a individuare preventivamente quattro biglietti vincenti: due relativi al primo premio da 7 milioni di euro ciascuno e altri due dal valore di 5 milioni di euro l'uno. 

Successivamente, i tagliandi fortunati venivano acquistati da parenti e amici dei presunti truffatori direttamente presso le ricevitorie del territorio nazionale in cui erano stati spediti dalla concessionaria. 

 

La Procura contabile ha confermato l’ipotesi di responsabilità patrimoniale e non patrimoniale nei confronti degli indagati, notificando l'atto di citazione e il contestuale ricorso per sequestro conservativo. L'utilizzo illecito di informazioni privilegiate avrebbe, infatti, consentito ai cinque coinvolti di incassare premi milionari eliminando del tutto il fattore di casualità; in condizioni normali, tali vincite avrebbero potuto non essere mai reclamate, rimanendo così nelle casse dello Stato. 

L'operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di disponibilità finanziarie, 5 tra auto e moto, e 25 unità immobiliari (tra appartamenti, villini, garage e cantine), distribuite nelle province di Roma, Viterbo, Treviso, Taranto, Grosseto e Reggio Calabria.  

Spetterà ora al giudice designato valutare in Camera di consiglio se confermare, modificare o revocare il blocco dei beni, prima che vengano definite le singole responsabilità nel corso del processo contabile. 

 

24 ott 2026

Il rapper Macklemore torna sul palco dopo l'addio al tour di Ed Sheeran: "Dico Palestina libera"

24 ott 2026

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